• Camillo Benso Conte di Cavour

    «Alea iacta est (oggi abbiamo fatto la storia) e adesso andiamo a mangiare».

    «Cattura più amici la mensa che la mente» soleva ripetere il conte di Cavour, e ne era tanto convinto da fare del buon mangiare e del buon bere due armi nient’affatto marginali della sua abilità politica. Nel bagaglio dei suoi diplomatici, impegnati nelle più delicate missioni all’estero, non mancava mai una bottiglia del Barolo che lui stesso produceva (sotto la guida esperta del celebre enologo francese Louis Oudart), come asso nella manica per dare la spinta decisiva alle trattative più difficili. Non da meno era la passione di Cavour per l’arte della cucina, che imparò ad apprezzare sin da piccolo e poi a praticare direttamente con rara maestria. Del resto,…