LO ZABAGLIONE

Probabilmente i dolci rappresentano la vera e più importante tradizione torinese, ma anche piemontese, come poi vedremo in seguito. Qui la pasticceria fresca si differenzia da quella che si può trovare altrove, per il Suo piccolo formato. La tradizione torinese della pasticceria mignon va fatta risalire al ‘500. Si racconta, infatti, che Fra’ Pasquale de Baylon, di origine spagnola, approdò a Torino intorno al 1580 presso la parrocchia di San Tommaso. Il frate era un bravo Cuoco e si narra che abbia suggerito un rimedio energetico alle dame e popolane della città che si lamentavano della scarsa vivacità dei loro consorti! Nel 1618, il frate spagnolo fu santificato, diventando santo protettore dei pasticceri, e la Sua ricetta, che prevedeva l’utilizzo di due tuorli d’uovo, di due gusci di zucchero e di un guscio di marsala si identificò sempre più con il suo nome (San Baylon),talché il dolce energetico venne battezzato sambaion nel dialetto torinese, e chiamato in italiano “zabaglione”. Lo zabaglione sarà uno degli elementi fondamentali utilizzati nella pasticceria per farcire, ad esempio, cannoli e bignole. I pasticceri torinesi perfezionarono i prodotti della scuola francese, sfornando dolci sempre più piccoli, veri e propri gioielli artigianali.